
In questo articolo
Skin booster, polinucleotidi, biorivitalizzazione: sono termini che si incontrano spesso quando si cerca un trattamento per migliorare la qualità della pelle. Hanno un obiettivo comune, una pelle più idratata, elastica e luminosa, ma non sono la stessa cosa. In questo articolo spieghiamo in parole semplici come agiscono, a chi sono indicati e perché spesso il medico li combina in un unico percorso.
Un obiettivo comune: la qualità della pelle
Con il tempo la pelle perde acqua, collagene ed elasticità. Il risultato non è solo la comparsa di rughe, ma una pelle più spenta, sottile e meno compatta. Questi trattamenti non servono a riempire o a modificare i volumi, come fa il filler: lavorano sulla struttura della pelle, per migliorarne la qualità dall’interno.
La biorivitalizzazione
La biorivitalizzazione consiste in micro-iniezioni superficiali di acido ialuronico non reticolato, cioè in forma fluida, a volte associato ad aminoacidi, vitamine o antiossidanti. L’acido ialuronico idrata la pelle e favorisce l’attività dei fibroblasti, le cellule che producono collagene ed elastina.
- Indicata per: pelle disidratata, spenta, con le prime rughe sottili su viso, collo e décolleté.
- Percorso tipico: 3-4 sedute a distanza di 2-3 settimane, poi un mantenimento periodico.
Gli skin booster
«Skin booster» è un termine più commerciale che medico: indica prodotti a base di acido ialuronico, in genere poco reticolato, pensati per essere distribuiti in modo uniforme nella pelle. Rispetto a una biorivitalizzazione classica tendono a durare un po’ di più e a dare anche un leggero effetto di compattezza. Alcuni prodotti, iniettati in pochi punti strategici, si diffondono nei tessuti e migliorano tono ed elasticità senza aggiungere volume.
- Indicati per: pelle che ha perso tono ed elasticità, viso, collo, mani.
- Percorso tipico: 2 sedute a circa un mese di distanza, con richiami periodici.
I polinucleotidi
I polinucleotidi sono frammenti di DNA altamente purificati, di origine naturale. Non idratano come l’acido ialuronico: agiscono soprattutto come «biostimolanti», sostenendo la rigenerazione dei tessuti e la produzione di collagene. Sono particolarmente apprezzati nelle zone in cui la pelle è sottile e delicata.
- Indicati per: contorno occhi, pelle sottile e fragile, collo, segni dell’acne o pelle stressata.
- Percorso tipico: 3-4 sedute a distanza di 2-3 settimane.
Le differenze, in sintesi
- Biorivitalizzazione: soprattutto idratazione e luminosità.
- Skin booster: idratazione più duratura, con un contributo su tono ed elasticità.
- Polinucleotidi: rigenerazione dei tessuti, ideale per le zone sottili come il contorno occhi.
Nessuno di questi trattamenti modifica i lineamenti: il risultato è una pelle più sana, che si vede soprattutto nella luce e nella texture.
Si possono combinare?
Sì, ed è frequente. Un percorso può iniziare con i polinucleotidi per rinforzare una pelle sottile e proseguire con la biorivitalizzazione o con uno skin booster per l’idratazione. Questi trattamenti si abbinano bene anche ad altri, come il filler o il microneedling, purché l’ordine e i tempi siano decisi dal medico.
Cosa aspettarsi dopo la seduta
Dopo le iniezioni possono comparire piccoli pomfi nei punti trattati, che si riassorbono in poche ore, e talvolta qualche piccolo ematoma. Nelle 24 ore successive è consigliabile evitare trucco, sauna, sport intenso ed esposizione al sole. Il risultato si apprezza progressivamente, nel corso delle settimane, man mano che la pelle risponde allo stimolo.
Come scegliere il trattamento giusto
La scelta dipende dalla qualità della pelle, dalla zona e dall’età, non dal nome del prodotto. Per questo da Longea ogni percorso parte da una prima visita medica: il medico osserva la pelle, ascolta le tue aspettative e propone il trattamento, o la combinazione, più adatta, con un preventivo chiaro.
Puoi trovare i dettagli dei singoli trattamenti nella pagina Trattamenti viso.
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